Essay | Imperati e imperanti: l'America del sesso e della decadenza

Aggiornamento: ott 23

Non si può penso considerare l’America e la sua storia, la sua letteratura e la sua cultura, se non prendiamo in analisi la questione spinosa dell’imperialismo. Imperialismo figlio di un conformismo ancora più feroce che a sua volta determina, senza mezzi termini, un consumismo sfrenato. Lasciando da parte i grandi protagonisti della letteratura americana, l’attenzione, forse solo per pretesto, per capriccio personale, si concentra su tre scrittori che, a mio avviso, rendono bene l’idea di quelle espressioni anti-democratiche che la liberale America, gli Stati Uniti in particolare, serbano in seno. Le opere analizzate, almeno quelle che sono oggetto per soddisfare il mio pretesto, sono Sotto il Vulcano di Malcolm Lowry datata 1947, Uomo Invisibile di Ellison pubblicato nel 1953 e infine Città di notte di John Rechy del 1963.


Tre scrittori per certi versi isolati, cioè non appartenenti a nessuna corrente letteraria o a nessun inquadramento assurdo di qualche critico di troppo, che non sono stati critici nei confronti dell’America ma di una certa America. È facile notare che a distanza di un trentennio dal primo romanzo di denuncia dell’inglese Lowry ad arrivare all'ultimo in sequenza di Rechy, l’America non abbia cambiato aspetto. Se infatti in Sotto il Vulcano, romanzo che narra la storia di un console inglese in esilio in Messico, lo scrittore analizza e senza pudore scalfisce sulla carta un affresco imperiale se pur in decadenza (nel romanzo siamo alla soglia della seconda guerra mondiale) del console intesa come autorità di stato (quindi di un signore che non solo rappresenta l’autorità ma una autorità in eloquio mediante un linguaggio di stato), Ellison denuncia la spinosa e drammatica situazione dello schiavismo e della mancante e impossibile, forse per certi versi, integrazione negra negli Stati Uniti d’America. In entrambi i romanzi assistiamo infatti a un semplice schema di analisi presto riassumibile:


L’imperialismo genera sottomissione;il consumismo è la diretta conseguenza;il razzismo è la selezione della razza attraverso l’annientamento del diritto alla conoscenza, alla libertà, alla dignità, alla mancata responsabilità.

Ma partiamo dal primo punto, ossia dall’imperialismo che è sempre anti-liberale e anti-democratico per eccellenza. Quello che più colpisce è il suo aspetto carnale più che spirituale. Colui che impera lo fa fisicamente, mediante leggi di stato che a loro volta si possono riassumere in mere sottocategorie:

L’ausilio del potere tramite il sesso;il sesso come selezione tra occupanti e occupati, o meglio dire tra imperanti e colonizzati.


Lo stato si serve del sesso per fare passare il proprio potere e nella Città di Notte questo è eloquente. Il sesso di stato, cioè di potere, è sempre un sesso mercificato, comprato, attraverso il quale il mercato della prostituzione da parte del cliente si basa su di una determinante scelta. Colui che paga rende oggetto la persona comprata, anche solo per un’ora, e la persona oggetto diventa un colonizzato, un prodotto del potere, un soggetto decontestualizzato, il quale viene pagato per provare l’ebbrezza dell’essere violentato dal potere o da colui che lo detiene. In effetti mai come in quel momento che si protrae dopo la contrattazione sino ad arrivare al coito l’io mercificato diventa l’essere parlato dello stato e non più parlante.


A sua volta lo stato per identificarsi e palesarsi agli occhi del proprio regime (sia esso partitocratico, dittatoriale, colonizzato o altro) ha bisogno di appoggiarsi a qualcosa di fisico, di crearsi un alibi come quello del farsi corpo. Lo stato imprime una certa eucarestia di se stesso, si incarna, si fa uomo per diventare, subito dopo, qualcosa di inumano e intollerabile. Attraverso il sesso infatti non solo egli diventa uomo, non solo imprime attraverso la mercificazione il suo potere, ma si intromette attraverso il piacere dell’atto: solo il potere si insinua. Così si viene a sviluppare, per istinto, una dicotomia senza precedenti: come il potere ha bisogno del fisico per palesarsi così il sesso necessita del coito per essere deciso e chiarire la sua natura. Il sesso mercificato più del sesso per amore (de-poterizzato) ha un proprio carattere distintivo: il coito, attraverso il quale se anale o vaginale esso decide la sua natura. Solo che il più delle volte la natura non è decisa dal sesso ma dal pagante, dall’uomo del potere. Il colonizzatore, colui che impera decide allora la propria identità e quella dell’altro sino all'unisono. Il potere o coloro che adottano un linguaggio di stato selezionano la preda, ossia l’occupante e ne decidono le sorti.

Questo partorisce una sottomissione continua, l’occupato è proprietà di chi detiene il potere e la proprietà non solo si ottiene tramite l’occupazione e il sopruso o abuso di potere ma tramite una scelta razziale. Una scelta il più delle volte basata su di un aspetto formale, vale a dire estetico; infatti lo stato è sempre lontano, se non quando è di diritto, da ogni etica possibile.


Nell'Uomo Invisibile Ellison sottolinea proprio questo aspetto: lo scarto, colui e coloro che rimangono fuori dalla scelta, il non essere con noi, diventa riserva, viene ghettizzato per vivere in eterno, sino a quando il potere ci sarà, privato della propria e identità etnica e della propria formazione. Il potere di stato infatti non è eterno ma si rinnova in innumerevoli forme diverse tra loro. La durata della vita di un potere è in stretta simbiosi con l’età di vita della sua merce da lui stesso partorita; può durare un anno, come un secolo, come cinque minuti: il tutto sta nei tempi di consumazione del prodotto. Una cosa è chiara comunque: dall’alba al tramonto esso è pronto al proprio spegnimento e alla sua trasformazione, al suo passaggio di testimone. Il potere, come il suo linguaggio, non muore mai e la sua morte è la trasformazione. Si tratta di una metamorfosi le cui ragioni sono interne e non possono essere svelate se non per decisione.


È il caso di ciò che avviene in Sotto il vulcano in cui il console inglese in esilio in Messico vive lo spegnersi della propria autorità ma non lo afferma mai, non può sostenere di essere presto destituito e quindi vive nel terrore d’essere oggetto di quella trasformazione pronta a verificarsi in lui. L’abuso di alcol, il tradimento della moglie con il fratello sembrano essere i meccanismi di una dinamica chiara e inequivocabile: il console che impersona il potere può essere deriso, ferito, offeso ma mai occupato, mai colonizzato.


La critica feroce, il pretesto, di questa mia riflessione attorno a tre voci isolate americane, e per nascita o per adozione, è il tentativo di oggettivare il fenomeno del potere e delle sue componenti che pare essere sempre attuale e rinnovarsi di volta in volta prevaricando stagioni e tempi. È sufficiente fare mente locale per realizzare che anche a distanza di poco meno di un trentennio dal primo romanzo citato sino all'ultimo accennato, e dei quali la mia analisi è stata solo volutamente superficiale, il problema resta irrisolto; in quanto probabilmente è una peculiarità del tutto occidentale e il potere invece di redimersi (in una società civile lo stato dovrebbe essere il meno percettibile possibile) aumenta a dismisura la sua forza mutandone l’aspetto continuamente. Il destino, la sua durata però pare appunto limitarsi al tempo del proprio prodotto e l’effimero si protrae all'infinito.


Una cosa però è certa, e questo emerge anche dalle opere citate, il potere e la sua detenzione si è trasformata in un potenziale ancora più forte. Se infatti in un principio, a monte, le forme imperiali, la lotta della potenza, tendevano ad assumere un aspetto piramidale, adesso, nella stagione che identifica il potere in stretto legame con il proprio effetto, la sua struttura è reticolare e di non facile cancellazione. Un sistema piramidale è infatti facile da debellare, basta tagliare la base e la sua architettura crolla, ma un sistema reticolare una volta reciso, come l’erba rampicante si riforma e si infoltisce sino a soffocare ogni altra cosa.

Che fare quindi?


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