• Antonio Merola

Poesia | Angina d'amour di Giulio Maffii

Aggiornato il: 9 dic 2019

Pubblichiamo una breve selezione di poesie estratte dalla nuova raccolta di Giulio Maffii: Angina d'amour (Arcipelago itaca, 2018)

Dalla sezione 20 angine d'amore

- e poi cosa hai fatto nella vita? - Un po’ mi sorprende il fare Ho fatto l’albero il coro il remo della barca Ho fatto il dolore che mi spiaccicava al letto Ho fatto il cielo l’esplosione di un diagramma il passo più corto della gamba Ho fatto l’epidermide per scollare ogni pellicola Ho fatto la bellezza Ho fatto le ossa rapinando il respiro del sasso Non rispondo e torno nel nucleo della sera Ti lascio con i nodi che a me non interessano - e poi cosa hai fatto? -

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Il balbettio ferisce più del silenzio Non c’è segno di presenza la gelida fondamenta del miocardio risucchia la parola e ogni mutamento Non è poca la rinuncia o l’offerta di tempo a un altro tempo Si nasce si cresce si disprezza La sopportazione è una forma d’amore silenzioso non confonderla con le radici memoria a memoria vanagloria Siamo tutti legati a pezzi di placenta I figli appartengono a se stessi non all’assenza del padre e alla sua storia

La sentenza è sempre stata freudolenta

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Da bambino ho fatto il pugile non un titolo di un libro ma pugni veri e sudore e naso dolorante Poi non ho mai risposto con violenza alle botte prese con indulgenza plenaria in ogni luogo e osso Con evidenza posso dire e ritenermi fortunato - e dio e fortuna vanno a braccetto - di essere stato contaminato da te a dimenticare facendo degli esempi - a Natale una mandibola rotta - a marzo mi ha strappato l’ultimo capello - a luglio due certificati ospedalieri - a settembre l’ematoma all’occhio - a Natale non sono più andato Non ha ancora capito - e dovrebbe direi - Stammi lontano adesso che sono un punto lontano diventa parentesi chiuditi Come un operaio senza lavoro sono rimasto sfregiato da quell’amore impiccato che dondola dondola in controluce e si orina addosso

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Dalla sezione Una coazione disperata:

La chimica la parola lega fusioni forma e apparenza - quanti universi conosci dentro una bocca? - Mi presento sono il custode del cancello aperto coltivo ossa dei morti annaffio anche il mio corpo Né tu né io distinguiamo l’odore delle pietre - in un’altra vita sarà possibile vivere la memoria - le circostanze che producono ansia vermi o intere abitudini la malattia è nella clessidra nei bottoni sul petto a chiudere la sabbia nel cuore Sono stanco - stiamo morendo -

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Dalla sezione La mimica del legno:

I poeti hanno tutti un sosia questo spiega l’amore per se stessi altrimenti come potrebbero amare un’immagine liquida ed essere gonfi di niente perché questa è l’essenza unica le parole sopravvivono senza alter ego o altezze - non alter et alter eras -1 narcosi ed ebetudine stuporosa la differenza vitale tra cosa e cosa

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Dalla sezione La direzione del sangue:

C’è un fracasso di morti rotti un ingombro da scrostare segui la direzione del sangue che non torna indietro Dimmi hai mai sentito il rumore di un cuore che si vaporizza? E non saranno i rimanenti vivi ad eccedere in equilibrio Si può nascondere ben poco è come un rasoio bilama la felicità Le cose inghiottono tutto resettano memorie accumuli e le azioni sembra che il tempo non sia altro che la parola fine - dio se non sei mai stato me non esisti -


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