Poesia | Antologia greca contemporanea: Efthymios Lentzas

Aggiornato il: feb 3

Ninfe, latte e sigarette: nei versi dei poeti greci il cerchio di fumo e il cerchio delle schiere celesti sono un solo, indistricabile segno. Come se le sale giochi nei bar; squallidi monolocali e altari gotici fossero inconcepibili gli uni senza gli altri.

In questa piccola antologia ho raccolto i testi di diciotto poeti da tutta la Grecia. Per presentarla è necessario chiamare in causa Costis Papazak che, giorno dopo giorno, mi ha proposto le voci che agitano questo antico alfabeto, grazie alla selezione e la cura di Sotirios Pastakas con il contributo della rivista Exitirion. Accanto a lui, instancabile, Crescenzio Sangiglio ha tradotto molti dei poeti che, nel corso del tempo, proporremo ai lettori.

Mentre la poesia italiana, all’inizio di questi anni ’20, cerca di fissare un canone; di farsi storia e al contempo di narrarla, abbiamo ritenuto opportuno tornare alla lingua da cui proveniamo. Siamo andati avanti fino al passato: la sintassi dei greci; la loro disposizione dei suoni; la soglia al di là del mare che abitano e che praticano sono elementi indispensabili per comprendere il senso di questi anni e trovare, nudi o fusi al diamante, i varchi, le leggi invisibili del mondo e delle cose.

*

Il primo poeta che presentiamo è Efthymios Lentzas.

Capelli in disordine, barba incolta e una sigaretta sempre accesa. Vive a Larissa, in greco fortezza, periferia di cotone e granturco. I suoi versi sono una tecnologia sciamanica di controllo della morte – come forse è tutta la poesia – per dirla con Daniele Ventre. Richiama i morti alle loro abitudini; cerca di vederli ma loro non si manifestano. Canta, Lentzas, delle sue notti tra pillole e tenebre di gesso; delle piazze in cui tutti si fotografano ma nessun amico può più, ormai, dire buongiorno.

È un poeta della scomparsa, del breve limite oltre il quale nulla è più tra noi. Forse anche lui è al-di-là; nella visione scomposta e profonda sul fondo dei nomi e delle cose che nascondono:

moriamo senza nulla sospettare prima di giungere a fine mese.

Siamo noi a mor-ire, noi la desinenza infinita della morte che non si srotola mai fino in fondo. Le cose non hanno termine perché non hanno parola; non hanno principio perché non hanno ritorno:

Non ritorna il sangue che abbiamo consumato, come l’ape nel miele annega;

dolcemente le vene delle braccia si tendono

Se in tutto c’è un’al-di-là allora è proprio quel punto, quel punto di cesura esatto e fatale che bisogna vegliare. Non andare incontro alla morte; non invocare gli scomparsi: piuttosto oltrepassarli; strappare il ritmo alle stagioni, dominarle semmai, perché più luminosi i giorni diventano dopo la morte.

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Efthymios Lentzas | Ευθύμιος Λέντζας

Traduzione a cura di Crescenzio Sangiglio.

I testi sono apparsi su

Inverso - Giornale di poesia

(I)

Le nostre membra denudate risplendono – conchiglie sulla sabbia – cadiamo, scarsi: polvere scarna sul pavimento.

Come mosca diviene una ninfa: moriamo senza nulla sospettare prima di giungere a fine mese.

Τα γυμνωμένα μέλη μας, λάμπουνε – κοχύλια στην άμμο- τι λίγοι, πέφτουμε: ξέσαρκη σκόνη στο πάτωμα.

Όπως γίνεται μύγα μια χρυσαλίδα∙ ανυποψίαστοι πεθαίνουμε πριν βγάλουμε το μήνα.


(II)


Brucio le mie viscere! mentre mi innalzo - fumo - nel cielo: un uomo indossa la giacca, vigila sul figlio a letto. Sono più clementi le notti; in ventiquattr’ore migliaia saranno le farfalle morte

e noi non ci siamo ancora presentati.


Τα σπλάχνα μου καίω! την ώρα που υψώνομαι -καπνός- στον ουρανό: ένας άντρας φοράει το σακάκι· το παιδί φιλάει στο κρεβάτι. Οι νύχτες είναι πιο σπλαχνικές· σε εικοσιτέσσερις ώρες, χιλιάδες πεταλούδες θα ’ναι νεκρές κι εμείς ακόμα δεν συστηθήκαμε.


(III)


Stasera una luna mi copre (una squisita vertigine) mentre dal tuo capo cadendo vedo il mondo alla rovescia: più vicino il soffitto, la primavera, macchia rossa sul pavimento. Non ritorna il sangue che abbiamo consumato, come l’ape nel miele annega;

dolcemente le vene delle braccia si tendono.

Ένα φεγγάρι με σκεπάζει απόψε∙ (ένας εξαίσιος ίλιγγος) καθώς πέφτω απ’ το κεφάλι σου ανάποδα τον κόσμο βλέπω: πιο κοντά το ταβάνι· την άνοιξη, κηλίδα κόκκινη στο πάτωμα. Το αίμα που ξοδέψαμε δεν επιστρέφει, όπως η μέλισσα στο μέλι πνίγεται∙

γλυκά τινάζονται οι φλέβες απ’ τα μπράτσα.


(IV)


Anelo al delicato sussurro del mio passo ammutolito quando sento lo scricchio dello scarafaggio mentre la notte si suicida: senza un grido; senza nemmeno un appunto; il balzo mi rende bello più luminosi i giorni diventano dopo la morte.


Το γλυκό ψιθύρισμα ζητώ απ’ το βουβό μου βήμα, όταν ακούω το ‘’κρακ’’ της κατσαρίδας, καθώς κι η νύχτα αυτοκτονεί: χωρίς κραυγή· χωρίς σημείωμα∙ κατάκοπος πενθώ στον καναπέ· το άλμα με ομορφαίνει οι μέρες μετά τον θάνατο γίνονται πιο φωτεινές.


(V)


Dove guardo gli occhi mi uccidono


Sulla piazza, nel vicinato, nei caffè - dove guardo gli occhi mi uccidono - dove guardo tenebre di gesso mi opprimono, la notte dormo bene: le pillole - dico – fanno un ottimo lavoro.

Adesso che tutti attorno a noi si fotògrafano - dove sono, Costantina, gli amici a dirci un buongiorno?


Όπου κοιτάζω τα μάτια με σκοτώνουν


Στη πλατεία, στη γειτονιά, στα καφενεία - όπου κοιτάζω τα μάτια με σκοτώνουν- όπου κοιτάζω με πλακώνουν γύψινα σκοτάδια, τα βράδια κοιμάμαι καλά∙ τα χάπια - λέω - κάνουν καλή δουλειά.

Τώρα που όλοι γύρω μας φωτογραφίζονται- πού είναι οι φίλοι Κωνσταντίνα, να μας πουν μια καλημέρα;


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Efthymios Lentzas è nato (1986) e vive a Làrissa, nella Tessaglia. Sue prose e poesie sono state pubblicate presso Poieìn (Ποιείν) – Rivista di Arte Poetica; Bibliothèque Polilinea Biblioteca Digitale; Frear elettronico (Ηλεκτρονικό Φρέαρ) - Rivista Letteraria; Piume d’oca (Φτερά χήνας) – Periodico di Selezioni Letterarie e Exitirion (Εξιτήριον) – Edizioni digitali a libero contenuto. La sua prima raccolta poetica, Casa rossa, è stata pubblicata in forma digitale da Exitirion nel giugno 2018. È allievo e segettario del poeta Sotirios Pastakas.

Ο Ευθύμιος Λέντζας γεννήθηκε (1986) και ζει στη Λάρισα. Πεζά και ποιήματά του έχουν δημοσιευθεί: στο Ποιείν-Επιθεώρηση Ποιητικής Τέχνης, στην Bibliotheque-Τεθλασμένη Ψηφιακή Βιβλιοθήκη, στο ηλεκτρονικό Φρέαρ – Λογοτεχνικό Περιοδικό, στο Φτερά Χήνας-Περιοδικό Φύλλο Επιλεγμένης Λογοτεχνίας και στο Εξιτήριον-Ψηφιακές εκδόσεις ανοικτού περιεχομένου. Η πρώτη του συλλογή ποιημάτων «Κόκκινο σπίτι» έχει εκδοθεί σε ψηφιακή μορφή ανοικτού περιεχόμενου από το Εξιτήριον τον Ιούνιος 2018. Είναι μαθητής, του ποιητή Σωτήρη Παστάκα.

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