• Antonio Merola

Poesia | Cinque inediti di Alessia Tripodo

Proponiamo di seguito alcune poesie estratte dalla raccolta inedita di Alessia Tripodo: La Rivolta degli Angeli



© photo by Alessia Tripodo


Ma non c’è più speranza. La nave è salpata e noi cerchiamo ancora i segnali. La banchina! La banchina! Pasolini! Pasolini; quale religione? -anche questo mi nuoce- Ma, ma, ma, balbetto, non scrivo, così che possa, così che riesca, così che sia esatto, essere comprensibili.


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Se parli allora vivo e tra le strofe dimentico i pronomi. “se mi…se ti….” Cosa cambia mai, ho scoperto adesso che sei un cavallo. A-logo senza di traverso senza lingua corta o Bocca Aperta. Bene! Smonto su la sella e mi parlo morta.


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Perché sai che non mi fido del troppo detto «andiamo a letto» mi dici «sono stanco». Io che sobbalzo da un altare a un altro, fino a poggiarmi sul comò.


Pioggia di paranoie mentre mi avvicino al cellulare «è solo un passatempo» Ma sorrido e ti guardo «sono stanco, davvero…»


E il discorso non si chiude -continua a dire fare amare- Perdiamo tempo! Prendiamo senso, che agosto è ancora lungo.


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È la grammatica che mi convince poco quella prenucleare, nativa, spuntata da sola.


Mi parli in francese -solo per essere comprensibile- e utilizzi il voi amoroso.


-La haine des dieux- E non sai che per me è solo un suono. T’incivili anche l’ultima sillaba, mi togli il dire; «le parole son parole».


No, je ne peux pas dire C’est juste un jeu.


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E la vita d’improvviso mi parlò: era il cosmo, una particella atomica, e un asteroide più vecchio del tempo, che un tempo non aveva.


D’improvviso la terra si mosse e buono e cattivo e giusto e ingiusto, si perderono.


Lo splendore, eterno, lo splendore d’un ramo d’acacia rivolto al suolo. Soffre, ma ben sa che soffrire è un’illusione.


Mi parlò, tutto l’universo, l’ascoltai. Ogni piccolezza mi sembrò sublime, mi parlò della solitudine, e capii che volevo essere energia senza destinazione.

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