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Poesia | cinque poesie inedite di Mara Venuto

Aggiornato il: 21 dic 2019


Una Palude


Una palude, si incespica la lingua affonda i passi restano fuori solo i pudori sulla guglia di una gola adolescente.

Non ho tempo di restare sulla cima a contemplare l'abisso affogato dagli anni.

Si ferma un alito di coraggio sulla soglia dove sono sgraditi gli ospiti attesi, le scoperte si fanno largo a bracciate e noi cadiamo.

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L’elica sembra si stacchi


L'elica sembra si stacchi pende una falce sulla testa liscia dei covoni simili a mucche stese a riposare. L'aria è immobile, un muro di fatica sulle spalle dei viaggiatori che si muovono e cercano cosa, cosa stringe le reni a trovare una strada. Una come un'altra se troppo duole il morso e i piedi hanno sandali di ferraglia inutile. Sfatti si lasciano perdere dal sonno culla è una nenia quella pala che rotea lontana, non fa rumore il vento è un odore da scrivere ai cani.

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Giorgio


Giorgio si fa lieve la gronda, salta il fosso e l'acqua raggiunge la foce, dove l'innocenza benedice i superstiti e i santi a sfiorarsi nella luce.

Un cerbiatto sulla riva del mare non s'era mai visto, eppure l'inatteso cede

Il pianto delle navi e il vento fanno eco al tuo respiro di sale, sulla banchina dei pescatori franchi un cappello è rimasto un altare inchiodato a pregare l'assente.

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Il delta del fiume


Trasmutiamo il delta del fiume in parole gettate ai sette punti cardinali, da pescare perdute dove nessuno le vuole cercare. Si impasta si arringa duole la bocca che può e non sa dire un'anguilla ricorda, callosa e stretta quando passa il rancore in mezzo alle mani. Solo sull'acqua discorre un uomo, pesca vermi fragili più del tempo a caccia di ori e nemici a salti sui fossi.

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Vieni a prendermi


Vieni a prendermi, guardami senza parlare, la notte attraverso il recinto cerco angoli invisibili nella terra dove cadono i talloni e solo la punta affiora una prua che regge e crede.

Vorrei essere come sono e tu come sei.

Senza toccare un dito senza stringerci e accarezzarci se questo significa cedere. Immobili nella zattera di un letto nelle mani due mappe in piccoli pezzi abbiamo preso il largo in un mare arato smosso radicando casa nella nulla sera.

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