Poesia | Come ventagli: haiku di Luigi Oldani

«Innamorato degli infiniti, spesso incredibili modi che ha il mondo di creare intarsi o spiragli di bellezza, Oldani ci invita di continuo, fra le righe dei suoi scarni e radiosi, gioiosi e melanconici versi, a sentire la musica che si sprigiona anche dalle dissonanze, dai contrasti o dai capricci apparenti della Legge del cielo (il Dharma), legge che sembra a volte ritmata da un artista jazz (“Dietro le nubi / tante stelle stasera / ascolto jazz”). Imparare ad ascoltare, a vedere, a fiutare il mondo con tenerezza e compassione è essenziale per entrare in sintonia con l’anima vera delle cose, con la grazia degli eventi minimi e immensi d’ogni giorno, con la poesia degli incontri irripetibili: una gatta che sogna miagolando mentre “ride la luna”, delle barche ondeggianti accanto a un gabbiano che plana sull’acqua, un’auto che passa nella sera toccando una stella [...]», dalla prefazione di Paolo Lagazzi a Luigi Oldani, Come Ventagli, Samuele editore, 2019 Ogni giardino ha una rosa canina mi graffio la mano.


Rimango in piedi all’erba falciata … una preghiera. Tra sassi e spine mi sono profumato rosa canina. Come ondeggia la chioma dei pini... mi gira la testa. Stelle cadenti le annusa sul tetto un Buddha, un gatto. Come ventagli i bambù rincuorano ma senza vento.

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