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Poesia | Dizionario delle notti, Iuri Lombardi

«Perché il grande burattinaio di questa raccolta, Iuri Lombardi, con il solo acume dell’intuizione poetica, ha “compreso” che a volte sono i tempi a fare gli uomini, e non gli uomini a fare la Storia (la metto apposta con la “S” maiuscola).


E lui di questi tempi ci parla. Se guarda uno scorcio cittadino, se attraversa la notte (grande metafora della Storia “nemica” e dissolvente), se abbraccia una donna, lo fa con la consapevolezza che nulla, ma proprio nulla, resterà. Questa allure ci fornisce la temperatura del suo libro. Nessuna disperazione, però, nessun rimpianto. La metacognizione lascia il posto all’autoconservazione. Il soggetto vuole restare vivo, nonostante la catastrofe epocale. Nonostante i barbari che sfondano i confini. Nonostante non ci sia più spazio né per l’autenticità umana né per la poesia, che ne è un riflesso obbligato. Invito tutti gli appassionati di poesia ad attraversare le notti di cui Iuri Lombardi ci parla. La notte cancella i contorni, le sagome, le persone. Noi, esattamente noi, siamo in questa notte, e non lasceremo traccia. Siamo arrivati troppo tardi».

Dalla prefazione di Stelvio Di Spigno

Iuri Lombardi, Dizionario delle notti, Arcipelago Itaca (https://arcipelagoitaca.it/collections/libri-in-uscita/products/dizionario-delle-notti)

Da: Al principio della notte

Si era solo abbacinato alla luce della via lattea scesa in terra; un chiarore lattiginoso lascia l’insidia della strada addormentata; lo stipite regge il cielo in alto,

in seno alla nave inabissata e piena di quell’aria del poco fuori: il canto dei primi grilli al Pincio o ai Fori.

***

Nel pomeriggio un nugolo di gente assediava lo stradone di casa; a tratti interrompeva il tuo respiro disegnava sul ciglio dell’isolato a me i tratti felici del suo volto.

Solo adesso conosco il nostro esilio.

***

L’adolescenza della notte è il giorno chiara albeggia la luna perforando il furore incontinente dell’uomo il cielo corre rapido col cuore sulle forre innevate dell’insieme.

***

Principio a intermittenza al balcone

la controra recide gli spauracchi, copre i corpi abbandonati dalla morte; la sfida sta nell’incedere muto di un passo di troppo sulla rupe

il sonno è miele nel nido della via le case serrate sul nulla:

come Dio non ti sento da tempo.

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