• Antonio Merola

Poesia | Dove i clown vanno quando sono tristi di Sara Comuzzo

Pubblichiamo alcuni testi estratti da Dove i clown vanno quando sono tristi (Brè Edizioni, 2020) di Sara Comuzzo Sisifo


Sisifo rallenta un po’

si asciuga il sudore


salita.


[fottuta]


un’eterna


tutto


è


*

La fame dei gabbiani


Ci sono migliaia di fogli fronte e retro

ma tu non volti mai pagina.


Da lontano,

un punto e virgola può passare per due punti

eppure questo è un elenco

che non fa parte dello stesso argomento.


Si nasce e si muore

come candele

accese per una preghiera

che ci si è dimenticati.


La tua schiena

pronta a istruirmi

su come si fanno gli addii


e lì si lasciano,

sui marciapiedi,

a invecchiare

accanto alla fame dei gabbiani.


*


E poi le cascate


Si spengono le luci.


Il negozio è chiuso per ristrutturazione

fino a data da destinarsi.


L’odore di sapone sulle mani:

Lady Macbeth ne sa qualcosa…


Il danno mai mio

eppure sempre qui tra le costole.


Anche Peter Pan invecchia in una casa di riposo

ma nella fiaba non lo dicono.


L’infrangersi di palle di cristallo lanciate in aria

per una partita a dodgeball.


La stanchezza sotto gli occhi.


Ciò che le palpebre non confessano alle ciglia

e poi, tutte quelle esplosioni di cascate

a interrompere il silenzio.


*


Rami


I coleotteri danzano in giardino:

eroinomani impazziti per un centone.


Senza ragnatele, gli angoli del soffitto possono respirare.


Accendi un cero, vendilo per faro.


Una tesi bibliografia sull’estinzione delle balene

per te che volevi salvarle come pesci nell’ampolla.


A dicembre,

la notte è lunga quanto un torneo di scacchi giocato fra ciechi.


Il rumore assordante delle mense

quando tutti hanno fame.


Le domande senza asfalto sostano sulla sabbia.

Ho assaggiato il miele direttamente dall’alveare.


Tenere in vita una sigaretta sotto al diluvio:

il tentativo è uno sparo in una galassia sterminata.


Non posso partecipare

e allora lascio stare,

i mattoni non fanno una casa

solo un muro.


Non è un dirsi Addio o Buona Fortuna

è più una decriminalizzazione del reato,

A Domani o A Mai Più.


Nonostante questo, ci sono scoiattoli

pronti a fidarsi della stabilità dei rami.


*


La fine del giorno


Qui dove anche il sole muore

i lampioni sono stanchi

e chiedono una pensione anticipata.


Nel pomeriggio che si fa violaceo

è la fine del giorno ad accadere.

Se non hai nulla da fare con le tue mani,

ti conviene iniziare a pregare.










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