Poesia | Geomantico di Paula Meehan

Aggiornato il: apr 15

La raccolta di poesie di Paula Meehan Geomantico, che è possibile leggere nella traduzione italiana di Chiara De Luca, esprime perfettamente il senso del suo titolo e il legame alla terra che nelle liriche si svela come una magia. I vari temi vengono toccati sempre come sotto incantesimo nella voce poetica, mentre il legame con la terra che emerge è anche il legame col suolo della patria, l’Irlanda e la sua storia, le sue lotte: il legame a una terra per cui sacrificare la vita, per cui vivere e morire. Come nota dissonante, invece, l’incursione diffusa della tecnologia, il ritorno prosaico di una materia aliena alla terra a cui, invece, appartiene il nostro futuro come un «compost di vite passate», benché insediato dallo spettro costante del lutto, di una sofferenza stratificata, atavica, che passa come un liquido fluviale tra le poesie per bagnarle tutte e giungere fino al lettore.


The Handful of Earth

Under scrutiny it tells us all

we need to know about our futures,

it being composted of our past lives,

the nine years in this house by the sea.

Under the paths stars make, wild birds call.


I fancy I could read it like leaves

of tea, yarrow stalks thrown down, tarot,

its minutest narratives of grief,

its aboriginal patternings.


Geomanzia

In pieno esame dice che noi tutti

abbiamo bisogno di sapere il nostro futuro,

perché è un compost di vite passate,

nove anni nella casa presso il mare.

Sotto i sentieri delle stelle, selvatico richiamo di uccelli.


Immagino che posso leggerlo come fondi

di tè, steli di achillea spianati, tarocchi

la sua più minuta narrativa di pena,

i suoi primordiali decori.

Eppure ciò che resta più di ogni altra cosa alla lettura è il sentimento di essere creature e rinascere tali, ritornare alla terra. Terra è anche la poesia, la parola che la terra stessa reclama. Allora la voce che possiamo ascoltare è una voce a metà tra rinascita e rassegnazione, la voce della divinazione che abita entrambi gli spazi per fare da mediazione tra un mondo magico di terra e la vita che lo attende. L’atmosfera di questa ritualità si colloca in un tempo transitorio anch’esso, il tempo della notte che domina nella raccolta, tutta illuminata dalla luce lunare, dalla presenza lunare, tempo in cui è possibile la parola che sarà «silente al mattino». È il tempo della notte ed è un tempo di sogno: «sogno più canto più arcani più eventi». In esso si intrecciano infatti sogno e poesia per dar vita al mito, per sondare le arcane profondità della materia. Tale mito non può che svolgersi in un tempo «romantico, geomantico, bislacco» dove tutto muta per via di una magia allo stesso tempo nera e bianca, una magia invernale.


The Last Lesson

Romantic, geomantic, antic:

the small green fields, the earth from above,

the autumn hedgerows, turning, turning,

turned with winter’s white and black magic

into hieroglyphs of mortal love

signaling heaven with our yearning.

The frail glider suddenly mythic

is stopped a moment as if to prove

the craft is lighter than the learning.


L’ultima lezione


Romantico, geomantico, bislacco:

i piccoli campi verdi, la terra dall’alto,

mutano, mutano, le siepi autunnali

mutate con magia nera e bianca invernale

in geroglifici d’amore mortale

per indicare il cielo con le nostre brame.

Il fragile aliante ad un tratto mitico

è fermato un momento come prova

che l’arte è più leggera della scuola.

La contrapposizione tra alto e basso che si crea nelle poesie è solo apparente, e vuole in realtà riportarci a un mondo puro, integro, terrestre, via dalla bassezza di quello che abitiamo nella contaminazione di elementi che gli sono estranei, avvolto in un «sacco di plastica nera». Non si tratta dunque di sollevarsi verso l’alto per abbandonare questo mondo tellurico, qui in basso dove teniamo «la triste via dell'Adamo carnale / che scruta la via lattea, che sogna il volo», ma lasciare che la fascinazione – intesa come fare magie – ci perda nel canto del buio prima che il mattino copra «parole che tacere è bello». Si tratta in ogni momento di scandagliare il mistero di questa terra, senza pensarla troppo lontana da quel cielo da cui discende la magia geomantica, la liturgia del canto ancora propria a un «angelo caduto in un mondo caduto».


The Feathers

To be so far up riding thermals

a summer’s morning in early May

is to enter the realm of the hawk

or light-born winged creature, angel

with a thunderclap come out to play

in the wave lift —

while below we walk

the sad road of the earthbound carnal

who dream flight, who scan the milky way

and turn the sky blue with crazy talk.


Le piume


Volare così in alto in termica

un mattino estivo d’inizio maggio

è entrare nel regno del falco

o creatura alata di luce, angelo

con un rombo di tuono esci a giocare

sulla corrente ascensionale —

mentre in basso teniamo

la triste via dell’Adamo carnale

che scruta la via lattea, che sogna il volo

e vira il cielo al blu nel folle suono.

*


The Bird

O what can ail thee, little green bird,

singing your heart out this winter dawn?

From which suburban house have you fled,

plucky canary freed of your cage?

A murder of crows from the high pines

rejects your approach with raucous rage.

Gentle other, soon you’ll be stone dead,

tangled feathers on the frosty lawn,

fallen angel in a fallen world.


L’uccellino


O cosa ti tormenta, uccellino verde,

che ti canti il cuore in quest’alba d’inverno?

Da che periferia ti sei involato,

baldo canarino liberato dalla gabbia?

Uno stormo di corvi dagli alti pini

rifiuta te con la sua roca rabbia.

Dolce diverso, presto sarai salma,

piume impigliate nel prato ghiacciato,

angelo caduto in un mondo caduto.

La sacralità di questo canto ci è stata trasmessa e a nostra volta ci è chiesto di trasmetterla con voce piena, apertamente, per «seminare sillabe dei sognatori della terra». È un canto a cui non siamo abituati, noi che tanto abbiamo voluto allontanarci dalla terra, una parola lontana dagli slogan, dalle frasi strategiche, da un parlare fittizio e confezionato, venduto: essa vuole invece renderci abitanti del buio, dello spazio del mito, «per navigare con le stelle, compiere / fino all’amara fine il convegno fatale». La poesia di Meehan allora ci porta a chiudere il cerchio, al ritorno di quell’ordine «mai visto, implicito / in modelli simmetrici, irregolari poi: frattali logaritmici e drastici» di cui si compone il mondo e noi, l'ordine da noi composto in quanto manifestazioni creaturali. Solo così potremo onorare la terra, onorare la polvere.


The Syllables


Only the library angel knew

in which holy books the seeds were hid

that year they started cutting the tongues

out of the heads of the blasphemers.

One girl, a virgin, made a plain chant:

all those who heard took solace and drew

close; and we who can still speak are bid

sing it out at the top of our lungs,

seed syllables of the earth’s dreamers.


Le sillabe


Solo l’angelo della biblioteca sapeva

in quali libri sacri si celavano i semi

l’anno che presero a strappare la lingua

via dalle teste dei bestemmiatori.

Una giovane, vergine, intonò un canto fermo:

chi udì ne ebbe conforto e si accostò

a lei; e a noi che abbiamo ancora lingua

è chiesto di cantarlo a piena voce, a gola aperta,

a seminare sillabe dei sognatori della terra.

*


The Fever


Had I been sleeping I would have missed

the seagull at my sickbed window.

Just when I wondered was there something

stronger in the house to take away

my pain, I was lifted out of it

to soar above the square in the dark

on the seagull’s salty myth-flecked wings,

to navigate by stars, to follow

to the bitter end the fated tryst.


La febbre


Se io avessi dormito, mi sarei persa

il gabbiano alla finestra del mio capezzale.

Proprio quando mi chiedevo se c’era

qualcosa di più forte in casa contro

questo male, fui rapita al mio male

e mi librai sulla piazza nel buio

sulle ali del gabbiano, salmastre e tinte di mito,

per navigare con le stelle, compiere

fino all’amara fine il convegno fatale.


Se interessati, date un'occhiata alla pagina: http://edizionikolibris.net/index.php/2019/03/25/paula-meehan-geomantico/

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