• Alfonso Canale

Poesia | I poeti hanno volti deformi di Matteo Mingoli


«Matteo Mingoli lo sa e lo affronta, dove tutto cade inesorabilmente a pezzi, riordina il mondo un poco alla volta/a coppie di dispari. I poeti leggono il caos e scrivono di esso in un linguaggio comprensibile solo dall’abisso del nostro più intimo sé. Parlano alla natura umana, utilizzando il suo stesso codice, diventano parte di essa, contorti, schiacciati dall’abisso che indagano, spappolati, aggrovigliati a quell’orrore di cui ognuno è parte, di cui ciascuno è capace. I poeti sbattono la faccia contro la condensata realtà che muove le nostre emozioni e passioni e per questo i poeti hanno volti deformi, ma a leggere attentamente tra le loro rughe d’espressione possiamo cogliere l’eroismo di chi non si arrende davanti al baratro imminente».


da "Eroi dai volti deformi", prefazione di Flavio Carlini a Matteo Mingoli, I poeti hanno volti deformi, Edizioni Haiku e Casa Utopia, 2017


è stato così bello tradire quel mio amico

sfidarlo a muso duro

senza vincoli

ed esser poi magnanimo

aiutarlo a consolarsi addosso

staccarsi come cellula si stacca

per viver da un tutt’uno

libera

autarchica

soltanto da sé stessa

larva di specie nuova parassita

a consumar l’intorno

perfino i propri passi

perduta e naturale

alla sopravvivenza

è stato così bello

e fosse finalmente

tutto

così logico com’è

saremmo un po’ più simili

scordandoci i rimorsi inutili

ed io non rimarrei quaggiù

a pensar poi se c’è qualcuno

vicino

come me

nell’universo attorno

huston

abbiamo un problema

siam piattole

pidocchi

vermi palla

e ci vendiamo cigni

aquile

gazzelle

leoni

lupi

lepri

volpi

scimmie

intelligenti

a ben vedere

siamo deboli

e tutto ciò che abbiamo

è restar vivi

da singoli individui

e come tali

formar gruppi

razze

colonie

e poi raderle al suolo

succhiando tutto il gusto

per poi ricominciare ancora tutto

un’altra volta

a un metro di distanza


***


tutto è in pezzi

tutto si sgretola in fini pezzetti

ed io li conservo

uno per volta

come in rosario


tutti i miei mobili son cibo dei tarli

tutti i miei fogli stanno ingiallendo

tutti i miei libri son pieni di polvere


tutto tutto tutto in pezzetti

tutto esploderà fra mille stelle in pezzi

ed io li immagino

quell’ultima volta saranno scintille


il mio tempo sbiadisce in stanchezza

i miei ricordi perdono luce

tutto è a pezzetti

tutto cade inesorabilmente a pezzi

ed io li rattoppo

l’un l’altro ancora una volta

per non perderne alcuno


la clessidra sul mio comodino si muove a ogni sussurro


***


mi piacerebbe vederti in un porno

guardarti scopata e scopare di gusto

sentir frustare i tuoi capelli sciolti

sul dorso

nel brusco ondeggiare

a ogni tuo gemito

restare di stucco per il tuo stupore

tremare di voglia

volerti toccare

morire

a bocca asciutta

la lingua di fuori

vederti protagonista in un lungo piacere

stremata e contenta

sicura

sorridere in camera

grondante sudore

donarti in maniera completa

giacere con dolce vergogna

sapermi a guardare


***


ci sono serate di urli nell’aria e ventosissime nuvole

accavallate l’una all’altra il cielo che copre ogni luce

dall’asfalto pozzo nero della strada lo vedo

quell’uomo al sassofono lo vedo suonare in finestra

ed è già tantissimo a pensarci ció che farei se fossi così

ma quest’infinita tristezza che scorre silente e m’avvolge

tra le mie costole il vuoto stringe di artigli a punte fine

e il buio è l’unico posto in cui trovo conforto

così nottàmbulo abùlico passo

la mia esistenza a scioglierla

dai grumi pensosi sul petto


Matteo Mingoli

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