Poesia I Testi di Davide Uria

Aggiornato il: set 5

Questi inediti di Davide Uria dispensano stelle che disegnano costellazioni, astri che accarezzano l’aria, e carne violacea pronta per il macello. È percepibile una ricorrente e precisa divisione tra terra e cielo, quaggiù e lassù. Nitida e incorniciata, ci viene offerta l’istantanea di due mondi che si alternano in una danza infinita e tremendamente umana. Difatti, il destino dell’uomo sembra essere quello di stare giù ma pensare a cosa accada lassù; voler toccare le stelle, fare il solletico alla luna, semplicemente volare nell’illuminazione “candida e lattea”.

Si delinea allora questo stare costantemente in bilico tra le cose terrene e quelle celesti. Questa dualità e il suo conseguente desiderio di essere in due luoghi contemporaneamente procede anche nel secondo testo proposto. Si vorrebbe nascere satelliti, gravitare attorno a mondi i cui gesti e respiri fanno sentire vivi. È una questione di “mitigare le difformità”, trovare una casa astrale per ripararsi dalla tempesta terrena. Ma questa preghiera arriva all’inizio della notte “dove le parole sono mute” e “le stelle sono aghi di luce” che cuciono insieme cielo e corpi, e si eclissa nel momento di contatto con l’accoglienza del cielo. Ci si accontenta di essere “radici interrate”, “polvere dispersa nel vento”, che mi verrebbe da dire non è poca cosa. Le radici possiedono un certo fondamento urlando: Nessuno mi schioda da qui. La polvere volante contiene libertà, sogghignando: Nessuno mi prenderà.

Non è poca cosa.


In questa piccolezza che è sinonimo di semplicità, di piccole grandezze, le parole di Uria tengono compagnia alla ballata pop dei Coldplay, che nella loro Sky Full of Stars cantano: “Perché in un cielo, perché in un cielo pieno di stelle/Credo di averti visto”. 


Poi, il passaggio di una luna che illumina il soffitto notturno, spalanca la cassaforte di utopie e illusioni, raccontando la storia di “mondi nuovi e distanti”.


Nota di lettura a cura di Sara Comuzzo

***


Utopia

Se fossi stella, potrei starmene sospeso tra le altre stelle, a disegnare costellazioni, nel blu profondo della notte.


Se fossi astro, potrei splendere nel cielo e dall’alto resterei a guardare, accarezzando l’aria.


E invece sono carne livida da macello.


Resto quaggiù a mirare le stelle, tra le cose terrene, tra la polvere e i rovi.

*

Non mi vedi

Vorrei essere un satellite, gravitare attorno al tuo mondo.

Inghiottire i tuoi respiri, scandire i tuoi gesti, vivere tra le tue cose, mentre tu non mi vedi.

Vorrei essere il tuo specchio, il tuo riflesso e mitigare difformità.

Sono polvere dispersa dal tuo vento. E sono radice interrata, tu non mi vedi.

*

Dove inizia la notte

Portami dove inizia la notte, lì dove ogni cosa è più scura e silenziosa. Portami dove le parole sono mute e le voci si fanno sottili, come spilli. Le stelle sono aghi di luce, uniscono il cielo al mio corpo e tu sei come luna, candida sfera lattea, che di bianco m’illumina. Portami dove i sogni sono più nitidi e il cielo ci accoglie. Conducimi lì dove i suoni restano tra i denti e gli occhi si svelano. Raccontami di mondi nuovi e distanti, dove i nostri profili si perdono e ogni cosa diventa illusoria.

***

© Teresa Romano

Davide Uria è nato nel 1987 a Trani. Si è laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive e realizza illustrazioni. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Trame d’assenza” (2017, Augh! Edizioni) e “Panacea. Al di là dell’abisso” (Amazon Kdp, 2020). 


www.davideuria.it


Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità, la frequenza dei post non è prestabilita e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale o una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001. Tutti i diritti sono riservati – barbaricoyawp.com; la redazione di YAWP prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti d'autori o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato, scriveteci a yawp@outlook.it e provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.