POESIA | Inediti da Breviario delle aberrazioni di Michele Paladino


Michele Paladino è nato a Termoli nel 1993, vive a Santa Croce di Magliano, in Molise


Questi inediti sono dei piccoli grumi neri di una raccolta ancora, e chissà per quanto, in stato germinale dal nome "Breviario delle aberrazioni", titolo invaso, in unione alla figura scomoda enorme di Jurgis Baltrusaitis. Sono deviazioni, forme incontenibili, vertigini rivolte agli enigmi della natura; in cui fermentano i profondi abissi della psiche, le illusioni, la fede e molte altre metafore antinomiche. Sono versi che non hanno alcun rapporto con il reale o con il gusto corrente. Hanno il presentimento di una catastrofe. Cercano assoluzione per poi rinascere, come Minerva armata dalla testa di Giove.


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Dicevi che i tuoi sogni erano carenati di spettri oracolari:

i fasci di luce dei globuli bianchi, le frecce

delle metastasi

l'ombra viva di una

cisterna prosciugata dal pianto,

il remoto esilio della fica scura

al cui fondo viveva una gerla d'uva.


*


Dentro i nervi,

e per le vene

degli occhi implosi,

la nonna scade la vita.

Compendia che i rovi

della rosa canina

ardono di malaugurio:

anche quando il piscio,

al grembo,

schiuma la lana del velo nero.


*


Gli uomini ormeggiano su una piattaforma di calce e sabbia,

nei loro occhi scintilla la segatura:

è l'inverno del sangue.

Immolano i maiali,

non prima di averli cacciati con le trombe,

ne recidono le corde vocali.

Bisogna fare in fretta: nuovo grano deve nascere,

nuove spine avranno da gridare.

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