Poesia | pesci di vetro di Sergio Oricci


Segnaliamo alcuni estratti da Pesci di vetro (Gattomerlino, 2020) di Sergio Oricci



Colleziono pesci di vetro, ho iniziato dopo un po' di tempo passato a convincermi che mi piacessero davvero. Compro solo quelli prodotti nell'Europa dell'Est: colori caleidoscopici e pinne ventrali a sorreggerli.


***



Il sabato mattina vado all'Oser, un mercato delle pulci dove c'è sempre qualcosa da comprare. Le donne gipsy indossano gonne bizzarre e zoccoli con i calzini; non importa che sia inverno, sotto zero, oppure estate. Con loro i bambini: i maschi sono gli unici in jeans; le femmine sono come le madri, ma in testa hanno trecce e nastri colorati.


***


Ferma al centro del palco, in testa ha un colbacco. Un lungo cappotto di pelliccia finta, l'espressione immobile che taglia la folla. Intorno a lei gli altri suonano e cantano, lei dice qualcosa solo ogni tanto. Si chiamano I Figli del Papa, non ho idea del motivo, si esibiscono in un piccolo locale a Brixton, musica dal vivo. Dietro di loro una cascata di glitter che riflette la luce, io respiro nostalgico come un turista del Rock N Roll in uno spazio magico.

***

I piccoli luna park sono quasi spariti. Con l'autoscontro, il tiro al bersaglio e la casa degli orrori. Lo zucchero filato che si stacca a fiori, i vecchi pedofili e i gelati confezionati nei congelatori.

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti