• Antonio Merola

Poesia | Ri-scritture: Dendrarium di Alexander Shurbanov

Tom Phillips ci introduce alla poesia di Alexander Shurbanov, con una selezione da Dendrarium. La raccolta è in via di pubblicazione in lingua inglese per l'editore Scalino ed è stata tradotta dal bulgaro dallo stesso poeta. La traduzione italiana è a cura di Francesco Tomada.


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Dendrarium (Scalino, 2017), che accoglie poesie dalla vasta produzione di Alexander Shurbanov, è un'ampia ricerca – e al tempo stesso un omaggio – sugli alberi, che rivestono un ruolo così importante per l'ambiente naturale, così come per quello umano. Analogamente al resto della scrittura di Shurbanov, si evidenzia uno sguardo inusuale rivolto al dettaglio, ai lievi cambiamenti nel colore delle foglie, alla forma dei rami, e forse ancora di più ai mutamenti di queste piante imponenti al cambiare delle stagioni o nel corso del lento trascorrere del tempo. Anche se il poeta attraversa i pensieri e le emozioni che l'incontro con gli alberi gli hanno suscitato, questi alberi sono tutt'altro che “astratti”; non sono sradicati dalla realtà e trasformati in allegoria o fissati nel simbolismo.


Forse uno degli aspetti salienti di questa raccolta è l'ampia gamma di reazioni che Shurbanov sa esprimere. Le raccolte “a soggetto” possono a volte peccare di una certa ripetitività – verrebbe infatti da pensare a una sequenza di poesie sulla natura che rappresentano ogni animale, uccello o pianta come esempio della “alterità” del mondo naturale, della sua maggiore vitalità e/o dignità rispetto al genere umano. Gli alberi di Shurbanov sono nettamente più variegati, e se la loro presenza può ispirare stupore, serenità, eccitazione o altro, non sono immuni dal fare dispetti (“ un bosco si è intrufolato in città”) o dal suggerire una “perplessità poco bulgara” alla visita di un costruttore di strumenti musicali.


C'è, inoltre, un tono lievemente ironico che consente a Shribanov di onorare le piante che vanno onorate – alla cui presenza si sente “in pace” -, trovare in esse lo spunto per alcune considerazioni sulla condizione umana e per riconoscere la distanza fra la realtà che abbiamo costruito ovunque e la presenza delle forze naturali che non riusciamo mai a comprendere pienamente, e tanto meno a controllare. Ma soprattutto queste poesie cesellate con cura nel loro splendore ci ricordano che viviamo non semplicemente su un pianeta fragile, ma in una rete di fragili interconnessioni con il resto della natura – e quindi faremmo meglio a prestarvi più attenzione, non solamente a causa di quella fragilità e dei pericoli che contribuiamo a creare, ma anche perché queste interconnessioni e questo pianeta possano diventare una fonte di

ricchezza.


Nota di Tom Phillips




© photo by Emilia Mirazchiyska

Alexander Shurbanov, nato a Sofia (Bulgaria) nel 1941, è un poeta, traduttore, saggista, critico letterario e professore universitario, nonché dottore honoris causa nelle Università britanniche del Kent e del Surrey. Tre dei suoi sedici libri di poesia sono pubblicati anche in versione inglese con traduzione dello stesso autore. È il traduttore bulgaro dei “Racconti di Canterbury” di Chaucer, delle tragedie di Shakespeare, del “Paradiso perduto” di Milton e della sua tragedia “I nemici di Sansone”, delle poesie di Dylan Thomas e di numerosi altri poeti anglofoni. Per oltre quarant’anni, Shurbanov ha insegnato Letteratura Inglese presso l’Università di Sofia e ha pubblicato numerosi libri di critica sia in patria che all’estero.


Aberration

The trunk has grown parallel to the ground, so noisy children all day long climb on it riding it like a horse; then, in the evening old folks take a seat on its broad back to rest and have a chat. The tree bears this burden patiently. Once, instead of soaring to the sky, it chose to grow parallel to the ground, and that’s why it mixes now with people rather than with birds.


Aberrazione


Il tronco è cresciuto parallelo alla terra, così i bambini chiassosi per tutto il giorno lo scalano cavalcandolo come un destriero; più tardi, all'imbrunire, gli anziani siedono sul suo dorso ampio per riposare e per chiacchierare. L'albero porta il suo peso con pazienza. Un tempo, invece di elevarsi al cielo, ha scelto di crescere parallelo alla terra, ed è per questo che ora si mescola con le persone e non con gli uccelli.


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Jasmine

More arrogant than devil grass, pushy, implacable to garden neighbours, the jasmine pokes in everywhere, smothers, shoves away, runs over others, demands more room for itself, for itself only. A shrub like all shrubs, not of the most likable. And yet in June, when it blossoms all in bridal white filling the mellowing air with heavenly fragrance, will anyone ever remember its misdemeanours?


Il gelsomino


Più tracotante della gramigna, aggressivo, implacabile con i vicini di giardino, il gelsomino penetra ovunque, soffoca, spinge via, travolge, pretende più spazio per sé, e solo per sé. Un arbusto come gli altri, non fra quelli più attraenti. E tuttavia in giugno, quando si schiude vestito di bianco nuziale riempiendo l'aria tiepida col suo profumo celestiale, ci sarà qualcuno che si ricorda dei suoi peccati?


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Different perspectives on the cherry trees

All morning long I hugged a cherry tree, messing about under its green skirts, and my advanced age notwithstanding, it kept repaying every caress with ruddy sweetness hidden in the depth of its maiden shyness. Now, with the traces of the crime still showing on lips and fingers, I have to sit out that meeting patiently, confronted with the blighted faces of my colleagues, who believe that cherries are manufactured at the minimarket and can be identified by their social security numbers, scratched by the shop-assistant with a ballpoint on a makeshift label.


Diverse prospettive sui ciliegi


Per tutto il mattino ho abbracciato un ciliegio, gingillandomi sotto le sue falde verdi, e nonostante la mia età non più giovane lui ha continuato a ricambiare ogni carezza con la dolcezza vermiglia nascosta nella profondità della sua ritrosia virginale. Adesso, con i segni del reato ancora evidenti sulle labbra e sulle dita, devo sopportare pazientemente questa riunione, di fronte ai volti avvizziti dei miei colleghi, che sono convinti che le ciliegie vengano fabbricate nel minimarket e possano essere identificate dal loro codice a barre,* sfregato dal commesso del negozio con una penna ottica su un'etichetta di fortuna.


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Sharing

The woman embraced the huge old tree, pressing her body to it tightly, talking to it continuously, confidentially. In silence – with her lips only. The tree stood quietly, and listened.


Condivisione


La donna abbracciava il vecchio albero robusto, premendogli addosso il proprio corpo, parlandogli senza sosta, amichevolmente. In silenzio - solo muovendo le labbra. L'albero restava lì placido, e ascoltava.


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When I look up

This Atlas cedar once planted by me as a tender sapling, tucked in the corner of my yard, today is ten times closer to the sky than I. It looks down on me from its height and all my worries seem trivial to it. When I look up to its unfadingly green top, dancing in such a carefree way with every puff of the wind in that translucent higher world above me, I’m almost ready to agree that it is right.


Quando sollevo lo sguardo


Questo cedro dell'Altante, che un tempo piantai da delicato alberello, infilato nell'angolo del cortile, oggi è dieci volte più vicino al cielo di me. Mi osserva giù in basso dalla sua altezza e tutti i miei assilli gli sembrano irrilevanti. Quando sollevo lo sguardo verso la sua sommità sempreverde, che danza in modo così spensierato a ogni refolo di vento in quel mondo trasparente più in alto sopra di me, sono quasi pronto ad ammettere che abbia ragione lui.


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Scent of Jasmine


Some thirty years ago I made a note in my mind: As exquisite as a jasmine twig. Now, when someone unexpectedly mentioned her to me in passing, this note rose from the bottom of my memory’s clutter. And nothing else – no voice, no face, no look. Just the unfading languorous scent of jasmine.


Profumo di gelsomino


Una trentina di anni fa mi tenni a mente un appunto: soave come una fronda di gelsomino. Adesso che qualcuno all'improvviso mi ha accennato a lei di sfuggita, questo appunto è risalito dal profondo del disordine della mia memoria. E niente di più - non una voce, un volto, uno sguardo. Soltanto il persistente languido profumo di gelsomino.


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City park


In the heart of the dry city the people replanted the forest they’d felled. And a fresh canopy rose. And the birds came back, for they knew the forest and made their home in it and woke up the day with their songs. And the rains came, and the sun, and the ants, and the flowers, for they all knew the trees and loved them. And the children came too filling the shadows with sound. And God smiled, as He saw that He had helpmates and that creation would continue.


Il parco della città


Nel cuore dell'arida città le persone hanno ripiantato il bosco che avevano abbattuto. E un nuovo pergolato di rose. E gli uccelli sono tornati, perché hanno riconosciuto il bosco e vi hanno costruito il proprio nido risvegliando il giorno con il loro canto. E sono venute le piogge, e il sole, e le formiche, e i fiori, perché tutti hanno riconosciuto gli alberi e li hanno amati. E sono venuti anche i bambini colmando le ombre di suoni. E Dio ha sorriso, perché si è accorto di avere degli assistenti così che la creazione sarebbe proseguita.

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