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Poesia | Soli Tre di Norma Stramucci

Per parlare del libro di Norma Stramucci, Soli 3 + (quell’altro), bisognerebbe tacere. Tanto forte è la realtà che emerge da queste pagine che ogni discorso pur educato, magari consono ai canoni della critica letteraria, magari sorretto da un fitto apparato di note, che ogni tentativo di sistemazione crollerebbe. Il lettore si trova infatti davanti a una rilkiana Klage, una lunga Lamentazione che è canto d’elegia e di dolore per uno degli avvenimenti più inconcepibili del mondo: la perdita di un figlio. Una lamentazione che è pur sempre canto, che non si frange ai bordi dell’urlo disperato ma che tenta di dare un ritmo e una movenza (che sia al contempo un tentativo di riafferrare il forzatamente rimosso) all’abisso spalancato. Canto diviso in stazioni (il palinsesto della via crucis e parte vivis non è assente, specie per le emersioni litaniche e simboliche del rapporto Figlio-Madre) che procedono da un climax di inconcepibile sofferenza riversata in una sintassi agglutinata, incapsulata in pattern anaforici martellanti (è la sezione Sole ladro, sproloquio), passando per un tentativo di riscatto e di rivendicazione dell’esistente contro il nulla della morte (la nascita della nipotina che dovrebbe, secondo logiche non umane, rimpiazzare la morte del figlio Andrea) nella sezione Fuoco al sole, per poi attestarsi su toni elegiaci – la sezione All’ombra rotonda del sole, dove il ricordo della morte viene assorbito nella trama del reale, ma solo come immagine speculare, intangibile presenza – per poi concludersi sull’inquieta pace della sezione eponima Soli 3 + (quell’altro), in cui il rovello della madre che ha perso il figlio prende connotazioni simbolico-tradizionali.

La poesia di Stramucci, in questo libro, si adatta all’indicibilità (che è anche non convenzionalità) del dolore e trova un picco di originalità (ancora, il dolore è personale come lo stile) nel collage che compone il testo, dove a brani poetici in senso stretto si alternano brani tratti da lettere di diario di Andrea (il figlio deceduto) e Ilaria (l’altra figlia, la madre della nipotina dell’autrice). Il recensore malizioso potrebbe cedere alla tentazione di ridurre a mera purificazione diaristica della sofferenza questo testo; ma l’intensità, la forza, la ferocia verbale di alcuni passaggi (“gli occhi del figlio mio sugli occhi vivi del figlio mio e il cuore/ intatto/ del figlio mio nel petto del figlio mio”) non lasciano dubbi; questo libro, pietra di pianto, si fa esso stesso attuazione di una lamentazione, sofferenza rievocata e performata, non rappresentata come da copione, come da modello letterario. Una poesia che chiede alla poesia il proprio senso sapendo che essa non ne ha uno; ma che pure, questo gioco, quando è onesto e senza scopo, può purificare il male, concedergli una forma.


Nota di lettura di Michele Bordoni a Norma Stramucci, Soli 3 + (quell’altro), (pref. Raffaele Donnarumma, Arcipelago itaca, 2019)


Dalla sezione Sole ladro, sproloquio:


E quando i crudeli mi hanno per poche ore ridato il figlio mio .          freddo di frigorifero dopo tre giorni e io che gli accarezzavo le mani e i .         polsi rotti e il viso e il sorriso e le cuciture in testa e le palpebre svuotate e io .        che gli aggiustavo il rosario tra le belle lunghe dita delle belle lunghe mani del figlio .        mio e io che pensavo adesso mi sveglio adesso non esiste adesso mi sveglio ed è quattro giorni fa e invece era il giorno quello.

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Dalla sezione Fuoco al sole:

Grazie a te Andrea nostro. Il perché non serve. Io ti vedo, sei con noi, accanto a lei, sempre. Ilaria, 19 marzo 2017, Battesimo di Lavinia

Mi pungo al profumo delle sue rose e l’anima mia sanguina lacrime e anelo la mia morte per unirla alla sua. Poi bambinella mia meravigliosa mi ingoia il tuo sorriso chiaro e dentro ci raccolgo rose e rose senza fine senza spine. È con l’acqua fresca che attingo alla tua gola che io bagno le sue rose. Immergo le tue rose.

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Dalla sezione All’ombra rotonda del sole:

26 aprile 2018 Padre mio che sei nei Cieli sia santificato il tuo nome. Venga presto il tuo regno. Ce ne ho messo ad accettare che questa è stata la tua volontà: in Cielo per Andrea, per me su questa terra. Dammi oggi quotidiano in questa casa il sorriso dei fratelli e perdona i miei peccati anche se io non ci riesco ad accettare il male che domina quaggiù. Fammi forte contro il mio rancore. Fammi forte contro la mia superbia. Proteggimi dal mio dolore. Amen

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Dalla sezione Soli 3 + (quell’altro):

Gesù Santo che hai voluto ferirmi dalla tua Croce con la spada che ha trafitto il cuore puro di tua madre Ma se mi paragono alla Madonna mi pare di bestemmiare Ma anche tua madre la Madonna era una madre di carne Il mio cuore mai è stato puro E pure il mio cuore corrotto ha sofferto lo stesso coltello che a lei fu profetizzato E intanto amo abbracciando la figlia di mia figlia quell’altra mamma per sempre che dice solo chi ha tanto pianto sa ridere bene Madonna che abbracci tuo figlio e mio figlio Madonna che abbracci i figli di ogni madre Madonna che aspetto come per tuo figlio e mio figlio la culla delle tue braccia. Amen

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