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Poesia | Thierry Metz sbarca in Italia: Edizioni degli Animali pubblica la traduzione delle poesie

Aggiornato il: 9 dic 2019

Sulla tavola inventata, questo il titolo della raccolta poetica di Thierry Metz che Edizioni degli Animali ha pubblicato nel 2018. Si tratta di un'operazione editoriale interessante, in quanto nulla era stato pubblicato sinora del poeta francese. L’edizione curata da Riccardo Corsi ha un valore sia storico-documentario sia letterario, ed è anche piuttosto ardita nel voler far sbarcare un poeta francese in Italia dimenticato. E il coraggio sta dunque sia nella traduzione – condotta attraverso un lavoro accurato e quasi febbrile – sia nel riportare all'attenzione uno scrittore pressoché sconosciuto.


Pochi infatti conoscono la grandezza e l’incisività della poesia di Metz, finora avendolo potuto leggere solo in lingua originale, e adesso finalmente anche nuovi lettori possono avvicinarsi a questo poeta che non lascia delusi.


Metz ha un tono poetico profondo, tipico - per certi versi - di una voce isolata ma potenzialmente generazionale. E diversi sono i testi che prendono la luce in questa nuova, si può dire, raccolta che ha appunto in sé un significato letterario e al contempo documentale .


Quest'ultimo sta nell'introdurre un autore poco noto, quindi di impartire un discorso che è non solo ontologico sul piano storico, ma anche filologico sul piano dell’opera. Approcciandosi a Sulla tavola inventata Il lettore non affronta solo a tu per tu una serie di liriche, ma appunto la testimonianza di una traccia che c’è, che è stata e che sarà. E per quanto un'edizione sia consumabile, sia figlia del momento che l'ha scaturita e dunque abbia un tempo limitato,  non è lo stesso per l’intento, che invece implica un alibi storico. La finalità che ha portato a questa edizione, e di conseguenza a questa traduzione così significativa, sopravvivrà oltre la contingenza.


La traduzione non è un progetto a termine. E non lo è neanche dal punto di vista letterario, per il quale è prolifica la pubblicazione di un artista del quale nulla conoscevamo. L’edizione proposta da Edizioni degli Animali ha quindi il valore di un incontro tra noi e un'alterità finora ignota, Thierry Metz, artigiano dei versi, scultore e incisore della parola, un manovale che opera febbrile e imperterrito, nascosto da un alone di mistero.


E dobbiamo dare atto ai redattori, all'editore, ma soprattutto al traduttore, del coraggio che hanno manifestato nell'intraprendere questa operazione. Un coraggio notevole spinto dal vero amore per le arti delle lettere, il quale non può che considerare un dovere il rendere noto questo questo bravissimo poeta sconosciuto


Thierry Metz appartiene infatti a quella schiera di poeti francesi sommersi nell'oblio e che in Italia sono apparsi sommariamente, magari per via ufficiosa, con traduzioni insoddisfacenti, che li hanno riportati ben presto all'ombra del giglio parigino. in questa schiera vi è ad esempio Antoine Pol, entrato nel nostro panorama solo in francese e conosciuto al pubblico italiano grazie a Fabrizio De Andrè che ne tradusse la lirica Le Passanti facendone una canzone. Metz ha quindi in comune con questi poeti il destino crudele di non essere mai stato davvero riconosciuto, il fatto di essere venuto per l’Italia solo fuggevolmente. 


Alla fine dei salmi, dobbiamo ancora una volta ribadire l’importanza di questa edizione e ringraziare sia la casa editrice che lo ha editato, sia Riccardo Corsi per la dedizione e la meticolosità. A noi non spetta che brindare e onorare questo primo incontro con tanto di bicchieri e di champagne.


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