Poesia | Tre inediti di Julia Gianferri

Se in sogno m’appari subito mi vien sonno come a volermi calare nell’imbuto di un frantumo. Erano di vetro quegli anni in cui ti ritrovavi intatta adesso respiro in ogni angolo – divelto adesso ricordo il giorno in cui mia madre è morta.


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Farti diventare una cosa. Fare il gioco del solito rimbalzo da estremo a estremo; dall’altra parte metterò il tentativo, di smetterla di raddoppiare il riflesso. Ho preso un difetto – l’ho sistemato dans la maison de poupée.


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Attraverserò quella che voi definite fiamma. Lascerò che la pelle conosca la resa lei sola conoscerà il perdono e quel che mi merito sconterà interdizione non saprà chi seguire chi adorare se cenere o la cenere.

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