• Antonio Merola

Poesia | Una bellezza lontana di Sara Comuzzo

Poesie estratte da Sara Comuzzo, Una bellezza lontana (Pasquale Gnasso Editore, 2018)


Dalla sezione E noi:


Nient’altro


Giochiamo insieme come da bambini quando sfiorarsi non aveva altri significati e il mio starti vicino apposta o per sbaglio non sottintendeva nient'altro.


*


Ninna Nanna

Abbiamo trascorso tutte le notti a sognare qualcosa di migliore. Piuttosto che voltare pagina si cambiava libro.


Sono sempre le stagioni a volerci accarezzare e trovarci disfatti come letti mai cambiati.


Esausti, siamo crollati dove abitano i digiuni dell’estate. C’è un momento preciso: quando il vento smette di essere ossigeno e spinge soltanto.


Ho un ricordo: vero o falso?


Quel restare svegli ad ascoltare gli spari.


Ti ho mai salutato con la mano?


Le domeniche spese ad aspettare i lunedì.


Tutto il mio dire è una danza senza musica.


Conto sulle dita le tue ultime parole:


L’autunno è solo una scusa delle foglie per volare.


Ed io non so se è magia o forse solo una bugia raccontata a un bambino per farlo addormentare.


***


Dalla sezione Il nulla ed il chiasso che segue:


Sopravvissuti


Ora che anche i bambini hanno smesso di piangere l’inverno può arrivare e ricoprirci per bene.


La neve… non è qui per cancellare gli errori, le bugie sopravvivono al freddo. E tu ed io, tu ed io siamo sopravvissuti a qualsiasi cosa ma non riusciamo a vivere niente.


*


Promesse


Guardami un’altra volta come se non restassimo che noi al mondo.


La notte diventa inverno.


Interrogarci sulla verità: se i tassisti debbano essere pagati a tempo o a distanza.


Respirarci accanto è tagliare il tempo insieme.


Parlami ancora di come si rimane appesi a certe promesse e poi si finisce impiccati quando tutti se ne sono andati e nessuno è rimasto per mantenerle.


***


Dalla sezione Ora che anche le formiche:


Sulla sabbia


Socchiudi la porta, le parole non possono uscire. Ci siamo amati per sbaglio ma odiati volutamente.


Ora, mentre entro nel passato per cancellare le orme sulla spiaggia trovo te, sulla sabbia, a contare grattacieli, prenderne spunto per costruire castelli fragilissimi dove (mi dici) Amore, saremo al sicuro.


*


Le parole che ti ho lasciato


Guardare i cigni affondare.


Tu che perdi la presa su qualcosa che non hai mai tenuto in mano. E ciò che non è stato ci fa ancora la bocca amara e gli occhi lucidi.


La differenza tra tornare indietro e tornare a casa. Vedi, anche le coccinelle, a volte, hanno sfortuna. Anche le mantidi si innamorano.


Le parole che ti ho lasciato sono altalene che rimangono a mezz'aria e poi, fermate nel tragitto, non sanno chiedere perdono alla forza di gravità.

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