Recensione | Gomoria di Carlo de' Medici

Aggiornato il: 11 dic 2019


Copertina di Gomoria (Cloquot, 2018).

Gomoria (Cliquot, 2018. ISBN: 9788899729219) viene ristampato da Cliquot Edizioni alla fine del 2018, un vero e proprio evento. La storia scritta da Carlo H. De Medici, misterioso scrittore gotico italiano, è infatti riedita dopo l’unica precedente edizione, del 1921, a cura dello stesso De Medici. Cliquot ha inoltre creato una campagna di crowdfunding molto particolare: a prescindere dal numero di fondi che sarebbero stati raggiunti, infatti, i donatori avrebbero ricevuto una ricompensa. La ristampa di questo piccola grande opera è diventata così un piccolo grande evento, la riscoperta di un volumetto particolare, appartenente a un genere di cui pochi si sono occupati e di cui ancora meno ci si interessa in Italia.

Il protagonista è Gaetano Trevi, dandy italiano ossessionato dal mondo dell’esoterico e del satanico. Questo si mescola con un’altra delle caratteristiche principali della personalità di Trevi: il voyeurismo. Trevi è infatti un vero talento nell’arte dello sguardo: il sesso è per lui un atto visivo e le orge ospitate nella sua principesca dimora non lo vedono come partecipante e il corpo femminile, nudo o vestito che sia, lo repelle e turba. La sua inquietudine è direttamente proporzionale al rapporto col corpo umano: essendo la sua una discendenza nobile, il corpo di Trevi è deforme e imbarazzato e non gode della tranquillità che gli donerebbe un rapporto più equilibrato con i personaggi femminili con cui si interfaccia nel corso della trama. La femmina è quindi per Gaetano Trevi, un pendolo che oscilla fra l’iper-sessualizzazione e la possessione demoniaca[1].

Uno di questi è sicuramente Zimzerla, la più importante, prima ancora della sua prediletta/amante - presente solo nella primissima parte della storia. Zimzerla è una giovane zingara, che incrocia la via di Gaetano Trevi da giovanissima, all’inizio della trama e della sua vita, e poi, qualche tempo dopo, quando Trevi è costretto a rifugiarsi alla Malanotte, sua seconda dimora.

Un'altra caratteristica del romanzo è che la storia di De Medici, per definizione, come affermato da Pautasso nel volume pubblicato da Cliquot, è un costante alternare fra razionalismo e volontà di superare il razionale stesso. È così che Medici ha costruito il suo personaggio: un uomo che viene sbattuto alla destra della ragione e poi alla sinistra del sovrannaturale, in un costante avanti e indietro, che confonde, che rende il contatto con ciò che Trevi non sente vicino ancora più difficile, fino a rendere tutto temibile e disprezzabile.

Come detto precedentemente, essendo il punto di vista meramente maschile, Trevi non può che passare da una donna che incarna il desiderio sessuale che tanto lo frustra a una donna (ragazza) che lo trascina nella perdizione spirituale più totale, attraverso la lettura di volumi demoniaci che permettono al protagonista di entrare in contatto con entità terrificanti, di un mondo sconosciuto e oscuro. Un’intera sezione del romanzo è dedicata all’elencazione di volumi su volumi dedicato all’esoterico, al sovrannaturale, al demoniaco e lo stesso finale lo è: Gaetano Trevi viene risucchiato dalle fiamme dell’Inferno.

Essendo un romanzo gotico, la componente sovrannaturale la fa da padrona dall’inizio alla fine – dalla descrizione delle statue nella casa/reggia di Trevi al rito demoniaco di Zimzerla alla Malanotte, fino alla conclusione del romanzo, in cui la premonizione della giovane donna si rivela fatale per un altro personaggio maschile – cosa che avrà ripercussioni fatali su Gaetano Trevi e Zimzerla stessa. Questi ultimi sono i due opposti di una storia in cui il maschile è vittima e il femminile è carnefice: Zimzerla prevede il futuro di un giovane mandriano che, secondo la visione della ragazza, avrebbe ucciso la propria amata nel futuro prossimo – conclusione del romanzo e disgrazia finale di Gaetano Trevi; egli trova, paradossalmente, pace dopo una lunga persecuzione da parte del sovrannaturale, nello sprofondare nelle fiamme degli inferi, felice e sereno di essere accolto da ciò che fino ad allora aveva temuto.

Gomoria è quindi una lettura per pochi, che indubbiamente non può che soffrire di quel maschilismo tipico e necessario di un personaggio come quello di Gaetano Trevi*1, protagonista di un romanzo che si potrebbe definire l’effetto collaterale di un accoppiamento morboso: nella maniera in cui, in questa famiglia di nobili radici, ci si è accompagnati fra parenti, “guastando” la composizione genetica dei nascituri (e di Gaetano), nella stessa maniera i sentimenti del protagonista si accompagnano alle psicologie delle donne che incontra, deformate a loro volta dallo sguardo insofferente di un uomo solo e solitario, diffidente, che vede nel grottesco la sua condanna e l’unica via possibile nella vita. Non bastano dimore enormi e infinite biblioteche, non bastano montagne di soldi per consolare l’animo inquieto e perseguitato di Trevi, i cui demoni più pericolosi sono quelli del suo DNA.


Note.


[1] Le illustrazioni all’interno del volume sono un altro sintomo di questo tipo specifico di propensione al femminile. Le donne di Carlo Hakim De’ Medici hanno forme sinuose e morbide, ma i loro sguardi sono minacciosi e satanici, privi di ogni caratteristica positiva o rassicurante.

*1Un sentimento fisiologico, quasi genetico, che proviene da quel disagio già descritto, di cui l’autore approfondisce le conseguenze nelle primissime pagine. Da qui, si può anche riconoscere, in maniera piuttosto palese, in queste deformazioni e imbarazzi fisici di Trevi la spiegazione per ogni sua scelta e ogni svolta del romanzo.

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