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Recensione | Matteo Righetto torna con La Terra Promessa e finisce la trilogia della patria

Aggiornato il: 14 dic 2019

Esce con Mondadori l’ultimo romanzo di Matteo Righetto che conclude la trilogia della Patria, iniziata pochi anni prima.


Il romanzo dal titolo La Terra Promessa affronta il tema dell’avventura di due fratelli ed è in realtà uno spaccato, un affresco sulla fuga dalla provincia italiana. Il mondo di Righetto è infatti tutto incentrato nelle fumose valli della Val Brenta, in quel Veneto ancora cattolico e contadino, lontano dalle luci sinistre della modernità, che lo rende una delle aree più ricche d’Italia. Si tratta appunto di un Veneto lontano, per certi versi ancestrale, che detta ai due fratelli Jole e Sergio il coraggio alla fuga verso Genova, su un treno che alimenta in loro il coraggio, forse quello di una intera generazione.


Se Val Brenta rappresenta il mondo  lontano, la via costretta dalla fuga, e che ricorda in parte le lontane Americhe del Texas, delle campagne assolate e desertiche, del trascorrere del tempo con monotonia, Genova spalanca una nuova possibilità: quella della realizzazione di un nuovo mondo, di un sogno concreto.


Ecco, allora, che la fuga dei due fratelli diventa una corsa totale, una presa netta e distante nei confronti del mondo vecchio, spesse volte preconfezionato dei nonni e dei genitori. Non a caso, Jole e Sergio sono figli di agricoltori e questo non solo rafforza l’ipotesi dell’interruzione delle proprie radici verso una realtà altra, ma crea il giusto contrasto da due emisferi: da una parte il mondo contadino e la provincia, con i propri limiti, le valli piene di nebbia, la vita consueta e abusata di ogni giorno, e dall'altra, l’avventura senza freni.


Ma la fuga, l’interruzione delle proprie radici, pare completarsi, almeno sotto un profilo culturale, a metà: Jole, in particolare, pare portarsi a Genova e poi in mare e ancora oltre gli insegnamenti del padre. Si tratta di istruzioni di natura semplice, di cultura popolare, tipica della montagna o dei paesi di provincia, come, per esempio, riconoscere il vento.


Altra caratteristica di questo romanzo è che conclude una trilogia, quella nominata della patria, un insieme di altri due romanzi precedenti. E chiudere una sequenza, una trilogia in questo caso, non è assolutamente semplice: significa portare a conclusione elementi comuni, tenere costante un certo tono, una certa armonia democratica tra i personaggi; significa completare un universo di dinamiche, di cieli e di terre, di persone, di stato di cose; si tratta di evolvere e maturare un mondo che anni prima, in altre storie e in altri libri, Righetto aveva iniziato ad abbozzare.


Ecco allora che in La Terra Promessa tutto finisce e per incanto, come se ci fosse un secondo approdo, una seconda possibilità, il sogno si concretizza, cercando un altro inevitabile approdo: forse un’altra trilogia?

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