Recensione | Testosterone Rex di Cordelia Fine


Copertina di Testosterone Rex. Miti di scienza, sesso e società (La nave di Teseo +, 2019).

Nel famoso film The Wrestler di Darren Aronofsky, il protagonista si reca in uno strip-club per incontrare la sua confidente e amica, una spogliarellista con cui si intrattiene dentro e fuori dal locale più in senso platonico che sessuale. In lei, il personaggio interpretato da Mickey Rourke vede un surrogato di compagna, oltre che un’occasione per far rientrare l’esperienza fuori dal normale[1] all’interno di un’idea più accettabile dell’accoppiamento – non più, nella mente dell’uomo in questione, finalizzato al sesso occasionale ma a un tipo di connessione, in qualche modo più, alta e più, appunto, accettabile.

Questa dinamica, fra le tante altre dinamiche sessuali dell’essere umano, viene sviscerata in un testo scientifico di rara fattura, che mescola la piccata capacità dell’autore di rendere il contenuto comprensibile e accattivante alla solidità di una voce attendibile come quello della professoressa Fine.

Testosterone Rex. Miti di scienza, sesso e società (ISBN: 9788893950268) di Cordelia Fine[2], con traduzione di Giuseppe Bernardi, è un testo facilmente approcciabile, che La nave di Teseo + ha portato in Italia nel 2019; allo stesso tempo, non lo si può considerare un testo di opinione, così come invece lo si deve definire un testo femminista – così come si definisce apertamente la stessa Fine. A differenza del dibattito italiano sul femminismo, quindi della parità dei sessi, il contributo internazionale di Fine arriva dall’Accademia, essendo l’autore filosofa e psicologa, oltre che professoressa di Storia e Filosofia delle Scienze all’Università di Melbourne, in Australia. Il pubblico italiano avrà quindi occasione di dedicarsi alla lettura di un testo perfettamente attendibile, che smonta pezzo per pezzo la convinzione patriarcal-maschilista che sia il sesso biologico che detta il ruolo dell’individuo nella società – quella “pubblica”, condivisa da tutti, e quella “privata”, della famiglia. Finalmente potremo leggere qualcosa che non sia l’opinione di un qualsiasi editorialista o scrittore a cui la scienza non compete.

Numerosi gli specialisti internazionali (e i loro studi) che Fine cita e descrive (più o meno) dettagliatamente in Testosterone Rex, sia in linea con la teoria del TR che in opposizione a esso. Fra i tanti: Zuleyma Tang-Martinez dell’Università del Missouri St. Louis, i biologi evoluzionisti Robert Trivers, Brian Snyder e Patricia Gowaty e Sarh Blaffer Hrdy dell’Università della California a Davis.

Per completezza, però, è necessario chiarire cosa sia la teoria del Testosterone Rex.


«“Testosterone Rex”, il bersaglio di Fine, è il nome che usa per “quella familiare, verosimile, pervasivo e potente storiella sul sesso e la società” che sostiene che la disparità dei sessi sia naturale e non culturale. Dopo tutto, il testosterone rende gli uomini alti, pelosi, e gli dona una voce profonda; ha un senso piuttosto superficiale e produce molte altre caratteristiche che percepiamo come maschili, come la capacità di leadership, la violenza e l’essere sempre eccitato[3]».


Nella prefazione intitolata Ecco il Testosterone Rex, Fine inaugura il volume parlando di differenze fra i cervelli maschili e femminili, arrivando alla conclusione che esistono delle differenze fra il cervello maschile e quello femminile e, ancora prima, del ruolo che il padre e la madre hanno nella creazione del proprio figlio, un nuovo essere umano. Indubbiamente un inizio audace, ma soprattutto chiaro di quello che sarà il resto del contenuto di Testosterone Rex.


«Come questo libro intende dimostrare, testosterone Rex sbaglia, sbaglia e di nuovo sbaglia. Le attuali conoscenze scientifiche circa la dinamica della selezione sessuale, gli effetti che il sesso produce sul cervello e il comportamento, le relazioni testosterone-comportamento, e i nessi tra il nostro passato evolutivo e i nostri possibili futuri, sono tutte contrarie alla concezione di un Testosterone Rex[4]».


Il sottotitolo dell’opera suggerisce perfettamente quello che il lettore, in ultima battuta, dovrà affrontare: un tortuoso viaggio attraverso i miti sessuali e di genere che siamo stati abituati a ingurgitare sin da piccoli: che la divisione fra giocattoli per bambini e bambine abbiano un qualche altro senso a parte quello legato alle strategie commerciali, che la donna sia biologicamente preposta alla riproduzione e che la riproduzione umana stessa sia principalmente finalizzata alla generazione di nuovi esseri umani. Tutto sbagliato.



Note


[1] Si fa riferimento, in questa sede, al termine “anormalità” non in relazione a qualche particolare convinzione morale, ma nell’ottica di far riferimento a un’esperienza quotidiana generalmente accettata, all’interno della quale, tendenzialmente, l’individuo cerca una o un compagno stabile (a seconda del proprio orientamento sessuale) e non una serie infinita di partner occasionali. Non c’è, quindi, nessuna volontà di descrivere ciò che è giusto o sbagliato – soprattutto perché i concetti di giusto o sbagliato che, generalmente, vengono propinati in società, sono messi in discussione da un punto di vista puramente scientifico da parte della professoressa Cordelia Fine.

[2] Vincitore del Royal Society Science Book Prize nel 2017.

[3] S. Ditum, Testosterone Rex by Cordelia Fine review – the question of men’s and women’s brain, The Guardian, https://www.theguardian.com/books/2017/jan/18/testosterone-rex-review-cordelia-fine. Libera traduzione dell’autore dell’articolo.

[4] C. Fine, Testosterone Rex. Miti di scienza, sesso e società, La nave di Teseo +, Milano, 2019, p. 25.

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